CHIRP: un altro modo di cinguettare

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CHIRP: insegnare a cantare alle macchine. Forse un po’ azzardato, ma è lo slogan di un nuovo progetto basato su server e app client (per iOS e Android, al momento) che permette la condivisione di link, immagini, video, contenuti vari attraverso il suono. Si, proprio il suono, o meglio il “canto” in cui gli indirizzi degli oggetti che vogliamo condividere vengono convertiti dall’ app installata sul nostro dispositivo.

Come funziona ? Immaginiamo di voler condividere una foto dal nostro cellulare: con chi ? Con chiunque sia “in ascolto” nel posto in cui ci troviamo, in altre parole con chiunque sia a portata di voce ed abbia l’ app attiva anche sul suo dispositivo.

Apriamo l’ app, selezioniamo la foto che vogliamo “chirpare”, aspettiamo un istante (qualsiasi elemento a parte i “link” a risorse esterne che vengono convertiti direttamente deve prima essere inviato dall’ app al server di appoggio chirp.io per potergli assegnare un collegamento universale) e spingiamo il grosso tasto giallo dell’ app. A quel punto il nostro telefono emetterà dal suo altoparlante un suono apparentemente senza senso, della durata di un paio di secondi.

Chiunque abbia l’ app di chirp aperta in quel momento “capterà” il suono e disporrà così del link per scaricare la foto che abbiamo messo in rete.

Così semplice. Tutto qua. L’ esempio è fatto con una foto, ma va bene qualsiasi altra cosa vogliamo condividere. Come detto prima, se si tratta di un semplice collegamento (per esempio ad una pagina web) questo verrà convertito e “chirpato” immediatamente.

Onestamente, appena l’ ho visto ho pensato due cose: a che serve ? E poi, ma non faccio prima con Whatsapp, o con il Bluetooth, o con qualsiasi altra cosa ? Ma soprattutto, può funzionare davvero ? Con tutto il rumore che c’è in giro, un suono debole come quello prodotto dal telefono, può essere ascoltato e decodificato correttamente da un altro apparecchio ?

Cominciamo dalla fine: funziona. Ho provato, anche con rumori di fondo consistenti, e funziona. I toni generati sono abbastanza acuti, e anche a volume medio tendono a superare il rumore ambiente.

Riguardo all’ utilizzo pratico e all’ opportunità di usare altri mezzi, dopo un po’ di riflessione sono giunto alla conclusione che può essere utile davvero. Ammesso che ci siano abbastanza installazioni attive di chirp in giro (quindi abbastanza dispositivi “in ascolto”), si potrebbero per esempio inviare messaggi pubblicitari quasi subliminali: immaginate di chirpare attraverso gli altoparlanti di un centro commerciale il link alla pubblicità di un negozio particolare, o il “volantino” delle offerte.

Per un utilizzo più personale, diciamo “point to point”, c’è da dire che se uno è a portata di voce, il chirp potrebbe essere più rapido e pratico di altri modi. Non c’è bisogno che chi riceve sia inserito fra i nostri contatti Whatsapp, ad esempio: non ci serve nemmeno conoscere il suo numero di telefono. Ancora, contrariamente al Bluetooth, non serve “accoppiare” preventivamente i due dispositivi… basta avere l’ app attiva tutti e due e via, il tempo di un cinguettio e contenuto è condiviso !

Se avete voglia di sperimentare una novità simpatica (se no che ce l’avete a fare lo smartphone di ultima generazione ? 😉 ), date una chance a chirp !

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