Altre tasse su memorie e smartphones ? No. Per ora.

moneyDa qualche tempo girano sulla Rete notizie preoccupanti in merito ad un nuovo aumento delle tasse dovute sull’ acquisto di memorie di massa (siano queste hard disk, schede di memoria, supporti CD e DVD) ed anche di dispositivi che ne contengano (computer, tablet, smartphone, decoder televisivi con funzioni di registrazione).

La voce, piuttosto allarmante, è che questa “tassa” (già in vigore dal 2009) verrebbe aumentata in maniera spropositata: fino a 5 euro e 20 in più per ogni smartphone e fino a 40 euro – per esempio – per un decoder dotato di HD interno o anche solo di porta USB per collegare un drive.

Beh, non è una bufala in senso stretto, ma poco ci manca. Vediamo insieme di cosa si tratta:

Questa storia nasce un po’ di tempo fa e si chiama “equo compenso per copia privata“. E’ un’ invenzione della SIAE (Società Italiana Autori ed Editori) che prende origine e legittimazione dal concetto che si debbano pagare dei soldi in più per possedere qualcosa che potenzialmente permetta di effettuare delle copie digitali o analogiche di materiale coperto da diritto d’autore (canzoni, film, video, libri e così via). Non entro nel merito della legittimità o dell’ opportunità della cosa (mi limiterò laconicamente ad affermare che a mio avviso è un’ abominevole stronzata), e lascio a voi se volete la lettura di quanto dice la SIAE in proposito.

Le cose da puntualizzare rispetto a quello che riportano in rete anche fonti “autorevoli”, sono però almeno due:

Primo: la “tassa” in questione non colpisce direttamente l’ acquirente finale, ma è dovuta da Fabbricanti, Importatori e Distributori. In altri termini, non è che sullo scontrino del nostro nuovo telefono troviamo 300 Euro + 5,20 Euro di tassa: i distributori per esempio saranno tenuti a versare a fine anno il contributo per gli apparecchi venduti, ma questo non vuol dire necessariamente che il costo si riversi sull’ utente finale. Sta alla politica dei distributori fare in modo che ciò non accada.

Secondo (e più importante): le voci di aumenti stratosferici di questa cosa sono al momento completamente infondate. Nessun decreto è stato approvato, nessuna legge modificata ne’ integrata o aggiornata. Allo stato delle cose, per esempio, il compenso su un telefonino di ultima generazione (a prescindere dalla sua capacità di memoria interna) è sempre di 0,90 Euro, e non di 5,20 come tanto piace strombazzare in giro ai nostri amabili chiacchieroni del Web (e non solo del Web, visto che poi queste “notizie bomba” vengono riprese e rilanciate anche da imprudenti produttori di carta stampata, con grandi fibrillazioni politiche come conseguenza).

Concludo precisando che la mia non è certo un’ apologia dell’ equo compenso: si tratta (come detto sopra) di un abominio al pari del canone RAI ed altre simili amenità, ma il post non è la sede adeguata per discuterne (mentre invece lo sono i commenti, dove sarei felice di sentire la vostra opinione). Qui mi limito ad esporre i fatti così come sono, un po’ di sano “debunking” ogni tanto ci vuole.

Per chi è proprio curioso, ed è arrivato fin qui, allego anche il file Excel fornito dalla SIAE ai destinatari del tributo in questione, dove vengono riportati tutti gli importi dovuti ad oggi per ogni tipologia di apparecchio e/o supporto. Buona lettura (magari prima fatevi una scorta di Maalox)…

TracciatoSIAE2013

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